Il Verdetto - The Children Act Recensione

Titolo originale: The Children Act

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Il Verdetto: la recensione del dramma britannico scritto da Ian McEwan con Emma Thompson e Stanley Tucci

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Il Verdetto: la recensione del dramma britannico scritto da Ian McEwan con Emma Thompson e Stanley Tucci

Un colpo di nocca e la porta viene aperta all'interno dell'aula di tribunale, al saluto di 'My Lady’' il nostro vostro onore in versione femminile, per accompagnare la giudice Fiona Maye (Emma Thompson). Un rituale che ben conosciamo, anche e soprattutto per averlo visto molte volte al cinema o in televisione, ma quello che ne Il Verdetto è meno consueto, è il suo concentrarsi su quanto succede prima che quella porta si apra, sulla donna in questione prima che bussi alla porta, quando lavora nel suo ufficio, si versa un caffè o gira per i corridoi felpati da cui si affacciano le varie aule di tribunale di una corte londinese. Si muove fra etica e intimità, vita professionale frenetica e vita privata, per l'appunto privata di ogni vitalità, se non dell'amata musica classica. I suoi sono gesti istintivi, ogni volta che torna in casa, come togliersi i tacchi o accendere la macchina del caffè.

È stato Ian McEwan stesso a adattare il suo romanzo La ballata di Adam Henry, in cui ha preso spunto dal caso realmente accaduto di un giovane testimone di geova poco meno che maggiorenne, malato di leucemia, che rifiutò di sottoporsi alle trasfusioni cruciali per la speranza di sopravvivere. Un caso che irrompe nella quotidianità della giudice, nella sua incrollabile fede tutta laica della giustizia e dell'agire umano, e apre un inatteso squarcio nel rigore distaccato con cui affronta pubblicamente i suoi casi. La porta, come viene detto, a compiere un gesto 'inusuale', che in un film specchio della precisione britannica, sempre moderata in gesti e dinamiche, suona come un atto rivoluzionario. Infatti, dopo aver sentito le parti in causa, decide che per agire ha bisogno di recarsi in ospedale e parlare col ragazzo, rompendo il distacco professionale fra giudice e giudicante. Non solo, addirittura si mette a cantare accompagnata dalla chitarra del giovane, avvicinandolo alle poesie di William B. Yeates.

McEwan è da sempre uno splendido narratore dell'emotività della Londra middle class, tanto quanto un autore molto diverso come Philip Roth lo era della suburbia newyorkese. In questo caso trasporta la sua storia dalla carta al grande schermo con ovvie modifiche, ma mantenendo la stesso precisione matematica (e musicale) nei dialoghi e nei personaggi, calcolando con la sua consueta grazia il loro improvviso trovarsi fuori asse, sbalestrati dalle situazioni inattese che la vita riserva. Succede anche al matrimonio della giudice, che ormai quasi non ascolta più il marito e tanto meno gli riserva minime attenzioni.

Se nel regno della giustizia per forza di cose manichea come un'aula di tribunale, alla fine spesso sia 'il minore dei mali' quello che si cerca, allora a maggior ragione nell'intimità della coppia è la consapevolezza degli errori e delle mancanze di una vita in comune il punto di ripartenza per provare a rendere i gesti domestici meno meccanici e il partner di nuovo una persona in carne, ossa ed emozioni.

Il verdetto è il racconto, oggi sempre più importante, di chi fa il proprio lavoro con scrupolo assoluto, ragionando con enorme attenzione sulle conseguenze delle proprie decisioni, portandosi sulle spalle un peso etico difficile da sostenere. La ragione può essere l’unica giudice senza spazio per il sentimento, per il cuore? My Lady torna a porsi questa domanda, e già per questo diventa probabilmente un migliore magistrato, oltre che una migliore moglie. Emma Thompson è semplicemente straordinaria nell’equilibrio e l’eleganza che dona a questo personaggio a cui saltano i punti di riferimento, così come Stanley Tucci, che alterna con grande sensibilità l’azione di disturbo, di sprone, a quella protettiva.

Il Verdetto - The Children Act
Il Trailer Italiano Ufficiale del Film - HD
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Mauro Donzelli
  • giornalista cinematografico
  • intervistatore seriale non pentito
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